Una responsabilità che ha una generazione verso la successiva è quella di tramandare la memoria.
Questo dovrebbe essere compito della scuola, di una scuola non soggetta alla politica, ma come
tutto l’apparato dello stato, le politiche dei governi in carica, influiscono sulle scelte anche
dell’insegnamento, ciò è dovuto alla linea politica praticata anche in campo internazionale e di
scelte di alleanze che costringono a celare delle verità scomode, dando un senso diverso agli
avvenimenti.
Consci di tutto ciò, la nostra sezione, ha cercato di entrare nelle scuole e togliere i veli rivelando
la storia della Resistenza nella sua interezza senza scendere nei personalismi di vendette o di qualche
scheggia impazzita che inevitabilmente si forma in momenti drammatici come è stata la guerra di
Liberazione, tralasciando questo argomento che altro non è che una operazione prettamente mercenaria
di giornalisti che senza ciò cadrebbero nell’anonimato.
Nei primi tentativi di entrare nelle scuole ci siamo sentiti dire che i ragazzi sono poco inclini
ad attribuire un valore agli eventi passati, ma dove siamo riusciti ad entrare ci siamo accorti che
gli studenti rispondono positivamente se vengono proposte questioni rilevanti e guidati nella ricerca,
danno risposte assolutamente positive e appaganti al relatore.
Nel corso del tempo ci siamo accorti che non si possono lasciare argomenti così importanti per la
formazione del futuro cittadino alla mercé delle opinioni di senso comune o di un uso pubblico della
storia funzionale ad altri obiettivi, non sempre onesti, soprattutto nel contesto attuale in cui la
forza della comunicazione di massa è di gran lunga più forte delle argomentazioni.
Il problema principale è l’omologazione delle parti in conflitto confondendo il dovere e l’onore con
l’ubbidienza cieca e la fedeltà ad una causa che ben presto si è rivelata vuota e disonorevole,
assecondando l’occupazione della Patria dallo straniero nazista, tacitando un invito che arriva da una
coscienza pura che è la forza primaria dell’antifascismo e la decisa opposizione a tutte le guerre.
La nostra idea per effettuare un percorso nelle scuole
Scuola primaria: il contatto può avvenire partendo dalle classi quinte in avanti, facendo fare
ai ragazzi una ricerca sulla seconda guerra mondiale che ci dà l’occasione di concentrarsi sulla
Resistenza dandole il giusto risalto.
Dove siamo riusciti a farlo il risultato è stato ottimo.
Scuola secondaria: nelle prime classi si può iniziare con l’esposizione di mostre e filmati,
nelle classi quarte e quinte sono opportune testimonianze dal vivo (fino a che ci sono) in
assemblee generali o in dibattiti alla conclusione della visita a qualche mostra o alla fine di
qualche filmato. Il risultato, nelle nostre esperienze, è sempre stato buono.
Info
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A.n.p.i. Ortica
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